AL LUPO! AL LUPO!

Interesse: Curiosità

La paura del lupo è atavica nelle popolazioni di tutto il mondo, tanto che ai bambini delle generazioni passate si prospettava il lupo come castigatore delle marachelle fanciullesche.

Fortunatamente la prospettiva è cambiata, ma anche perchè di lupi in giro ce nono stati utìltimanente molto pochi. Il trend sta però cambiando e la presenza del lupo è segnalata con più probabilità. Anche a Roma, almeno nella parte ovest, viene segnalato da gruppi di studiosi la presenza di qualche esemplare che, giovane e staccato dal gruppo in cerca del suo territorio, arriva a lambire le zone periurbane.

Con i volontari del Servizio Civile Universale in carico all’Associazione Forumambientalista stiamo cercando di verificare la presenza con alcune fototrappole nei punti di Valle dei Casali e di Tenuta dei Massimi, dove si pensa possa transitare questo animale. Per ora il risultato non è stato centrato e le fotocamere hanno ripreso volpi e istrici, tipici delle zone come quelle in Valle o nella riserva naturale adiacente e anche ovviamente qualche semplare di cinghiale.

Ovviamente anche i guardiaparco di RomaNatura perseguono lo stesso obiettivo. La presenza del lupo non costituisce pericolo per le persone, i lupi sono animali molto diffidenti che preferiscono scappare o allontanarsi quando vedono una persona.

I greggi sono eccellentemente difesi dai maremmani e di conseguenza il lupo può essere un predatore che in cima alla catena alimentare è un regolatore della Natura.

 

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C’è voluta tutta la consapevolezza di operatori privati, proprietari delle aree ed amministrazioni pubbliche per comprendere quale sia il valore aggiunto insito nel coniugare valenze ambientali e paesaggistiche con la qualità delle funzioni da insediare con attenzione e rispetto per il territorio. La Valle dei Casali non è più un vuoto urbano da riempire ma un paesaggio unico a Roma su cui investire risorse, saperi e funzioni pregiate.

Recuperare la vocazione agricola del territorio sperimentando una metodologia di gestione innovativa è l’obiettivo da perseguire. Questo vuol dire innanzitutto superare l’approccio folcloristico e residuale che l’immaginario collettivo troppo spesso accomuna al mondo rurale e definire una nuova dimensione della ruralità, intesa come soddisfazione di un’esigenza vitale espressa dai cittadini di riavvicinamento ad una cultura agreste viva, funzionale, dinamica e competitiva.

È necessario favorire l’incontro tra nuovi bisogni, da una parte, e nuovi prodotti e servizi dall’altra, producendo cultura, attivando relazioni sociali, promuovendo processi identitari, al fine di permettere la crescita di imprese e organizzazioni capaci di elaborare progetti ed esperienze innovative collocate all’interno di un territorio pregiato caratterizzato da eccellenze qualitative quali il paesaggio e l’ambiente.

Quindi un paesaggio agricolo storico recuperato senza compiacimenti estetizzanti o isolamenti territoriali ma determinato da una rete di relazioni dove aree agricole, funzioni eccellenti, attività sportive, plessi scolastici, aree pubbliche, giardini, luoghi identitari, connessioni vengano riconfigurati e costituiscano quell’integrazione fondamentale tra città, cultura, alimentazione, ambiente e territorio.

Dobbiamo saper sviluppare un territorio complesso dove la consistenza è data dal grado di vitalità delle relazioni sociali, economiche, ambientali e culturali presenti e muta con il mutare di esse. Questo geoportale vuole essere uno strumento operativo di divulgazione e di conoscenza ma anche elemento di documentazione del processo in atto.

Luigi Tamborrino