Storia della valle dei casali

Origini Antiche e Delimitazioni

La Valle dei Casali, istituita nel 1997 su impulso del Comune di Roma e della Regione Lazio, traccia il percorso millenario dei fossi di Affogalasino e Papa Leone, nati dalle sorgenti a sud di Villa Pamphili, antica dimora dei Pamphili, una delle famiglie nobili più influenti di Roma. Questi corsi d’acqua, sinuosi e vitali, si estendono fino al fiume Tevere, abbracciando la maestosa Collina di Montecucco al Trullo, un tempo teatro di battaglie e insediamenti antichi.

Integrazione Urbana e Antiche Tradizioni Agricole

Infiltrandosi dal sudovest tra i quartieri Bravetta, Casetta Mattei, Portuense e Monteverde, la valle si fonde con il tessuto urbano, conservando però gelosamente i segni del suo passato agricolo. I casali antichi, costruiti con pietra e mattoni secondo le tradizioni architettoniche locali, testimoniano la vita rurale dei secoli passati, quando queste terre erano feconde e vitali, coltivate intensamente e attraversate dai pastori con i loro greggi.

Storia Vivente e Custode del Passato

Nonostante la trasformazione antropica degli ultimi 50 anni, la Valle dei Casali rimane un’evocativa porzione di paesaggio agricolo urbano, un museo vivente di storia romana. Qui, storia e natura si intrecciano in un affascinante racconto che spazia dalle antiche vie dei pastori romani alle lotte contadine per la terra, dalle leggende medievali alle tracce dei nobili che un tempo dominavano queste terre.

Mosaico di Esperienze e Tesori Nascosti

La Riserva Naturale è un caleidoscopio di attività moderne, offrendo spazi aperti dove elementi naturali, paesaggistici e storici sono preservati e valorizzati. Attrazioni come la Tenuta di Villa York, il complesso del Buon Pastore, il Forte Bravetta e la Collina di Montecucco non sono solo luoghi di bellezza e fascino, ma veri e propri custodi della storia romana, promuovendo la comprensione e l’ammirazione attraverso eventi pubblici e privati, che celebrano e preservano l’eredità di secoli di vita e cultura.

mappa con il Perimetro della Riserva naturale della valle dei casali

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C’è voluta tutta la consapevolezza di operatori privati, proprietari delle aree ed amministrazioni pubbliche per comprendere quale sia il valore aggiunto insito nel coniugare valenze ambientali e paesaggistiche con la qualità delle funzioni da insediare con attenzione e rispetto per il territorio. La Valle dei Casali non è più un vuoto urbano da riempire ma un paesaggio unico a Roma su cui investire risorse, saperi e funzioni pregiate.

Recuperare la vocazione agricola del territorio sperimentando una metodologia di gestione innovativa è l’obiettivo da perseguire. Questo vuol dire innanzitutto superare l’approccio folcloristico e residuale che l’immaginario collettivo troppo spesso accomuna al mondo rurale e definire una nuova dimensione della ruralità, intesa come soddisfazione di un’esigenza vitale espressa dai cittadini di riavvicinamento ad una cultura agreste viva, funzionale, dinamica e competitiva.

È necessario favorire l’incontro tra nuovi bisogni, da una parte, e nuovi prodotti e servizi dall’altra, producendo cultura, attivando relazioni sociali, promuovendo processi identitari, al fine di permettere la crescita di imprese e organizzazioni capaci di elaborare progetti ed esperienze innovative collocate all’interno di un territorio pregiato caratterizzato da eccellenze qualitative quali il paesaggio e l’ambiente.

Quindi un paesaggio agricolo storico recuperato senza compiacimenti estetizzanti o isolamenti territoriali ma determinato da una rete di relazioni dove aree agricole, funzioni eccellenti, attività sportive, plessi scolastici, aree pubbliche, giardini, luoghi identitari, connessioni vengano riconfigurati e costituiscano quell’integrazione fondamentale tra città, cultura, alimentazione, ambiente e territorio.

Dobbiamo saper sviluppare un territorio complesso dove la consistenza è data dal grado di vitalità delle relazioni sociali, economiche, ambientali e culturali presenti e muta con il mutare di esse. Questo geoportale vuole essere uno strumento operativo di divulgazione e di conoscenza ma anche elemento di documentazione del processo in atto.

Luigi Tamborrino

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